Marco Ravasio: «Il civismo può superare le divisioni e rilanciare la politica»

Il segretario comunale di Umbria Civica a Terni evidenzia le affinità con Democrazia Civile e rilancia un modello politico fondato su legalità, dialogo, collaborazione e attenzione alle comunità locali.

Marco Ravasio

Rappresento Umbria Civica, un movimento civico regionale che negli anni ha cercato di dare stabilità e continuità alle esperienze civiche presenti sul territorio, costruendo una sorta di federazione di liste civiche. È un movimento moderato e riformista, con una presenza significativa di amministratori nei comuni umbri.

In Democrazia Civile ritrovo molti dei principi sui quali lavoriamo da tempo. Con Sauro Pellerucci e Marco Donati sono bastati pochi incontri per riconoscere una forte sintonia sui valori e sul modo di intendere il civismo.

Credo che oggi ci sia bisogno di superare una politica costruita sulla contrapposizione permanente. Molte persone che hanno scelto di impegnarsi nelle esperienze civiche provengono anche da precedenti percorsi partitici, ma hanno sentito la necessità di allontanarsi da dinamiche nelle quali troppo spesso il primo avversario finisce per diventare il proprio collega di partito.

La politica dovrebbe tornare a concentrarsi sulla qualità delle proposte. Se un provvedimento è utile alla comunità, non dovrebbe importare se viene presentato dalla maggioranza o dall’opposizione: deve essere possibile sostenerlo, votarlo e contribuire a migliorarlo senza sentirsi obbligati a una contrapposizione per principio.

È un metodo che Umbria Civica cerca già di applicare nei territori nei quali amministra o partecipa alle amministrazioni. Per questo considero importante la possibilità di dare una dimensione nazionale a esperienze civiche che oggi esistono e operano a livello locale.

Un altro tema per me fondamentale è quello della legalità. Sono avvocato e insegno diritto nelle scuole superiori: so quanto sia importante trasmettere ai ragazzi il rispetto delle regole, ma soprattutto quanto conti l’esempio che arriva dalle istituzioni e da chi ricopre responsabilità pubbliche.

Non possiamo chiedere ai giovani di utilizzare un linguaggio rispettoso, di riconoscere il valore delle istituzioni e di comportarsi responsabilmente se la politica per prima offre continuamente esempi di scontro e aggressività.

Credo che le persone siano stanche di questo clima di conflitto permanente. È una delle ragioni del crescente distacco dalla politica.

Dobbiamo tornare al senso della comunità, all’ascolto e alla capacità di incontrarsi. È in questa idea di civismo, fondata sulla concretezza, sul rispetto e sulla collaborazione, che vedo un terreno comune tra Umbria Civica e Democrazia Civile e una possibilità concreta di costruire insieme un percorso più ampio.

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