Ho scelto di tornare a impegnarmi in politica perché credo che chi ha avuto delle opportunità nella vita abbia anche il dovere di restituire qualcosa alla propria comunità. Per me la politica è prima di tutto questo: responsabilità, servizio e capacità di occuparsi degli altri.
La mia storia personale mi ha insegnato quanto possano fare la presenza delle persone, le relazioni e le opportunità che incontriamo lungo il nostro percorso. Ho attraversato anche l’esperienza dolorosa di un’ingiusta detenzione e, una volta tornato alla mia vita, ho avuto la possibilità di ricostruire, ripartire e arrivare fino al Consiglio regionale. Ma non dimentico chi ha condiviso con me momenti difficili e non ha avuto gli stessi strumenti o le stesse possibilità.
È anche da questa consapevolezza che nasce il mio impegno. Credo che il bene, l’amore e il bello, nel senso più profondo della parola, possano realmente fare la differenza. Un riconoscimento che mi ha particolarmente colpito positivamente è stato il Premio “Io Sono Una Persona Per Bene”, che ho ricevuto dal presidente Sauro Pellerucci nella mia città. Per me ha avuto un significato importante proprio perché richiama un valore nel quale credo profondamente: la responsabilità dei nostri comportamenti e l’esempio che siamo in grado di dare agli altri.
Credo infatti che chi ricopre un ruolo pubblico abbia una responsabilità ancora maggiore, perché inevitabilmente diventa un esempio. È come nello sport: quando sei un giocatore puoi permetterti qualche errore in più, ma quando diventi allenatore o rappresenti gli altri devi essere consapevole che il tuo comportamento ha un peso diverso. Lo stesso vale nella vita pubblica. Non possiamo chiedere rispetto, responsabilità e correttezza agli altri se siamo i primi a non praticarli.
Per questo non interpreto la politica come appartenenza rigida a uno schieramento. Sono stato eletto nelle liste di Forza Italia, ma se un consigliere di opposizione presenta una proposta che ritengo giusta per i cittadini, io la voto. Ci sono questioni che non sono né di destra né di sinistra: sono semplicemente giuste o sbagliate, utili o inutili per la comunità.
È lo stesso principio che vale nel lavoro: non esiste un modo di lavorare di destra o di sinistra. O si lavora bene o non si lavora bene. Anche nella politica dovrebbe contare innanzitutto la qualità di ciò che proponiamo e la capacità di produrre risultati per le persone.
Ho aderito a questo progetto proprio perché riconosco questa impostazione. Credo in una politica capace di mettere al centro il bene comune, di superare le contrapposizioni quando non servono e di costruire relazioni tra persone che, pur provenendo da esperienze diverse, condividono la volontà di fare qualcosa di utile per le proprie comunità.
Per me fare politica significa soprattutto restituire: mettere ciò che abbiamo imparato, le opportunità che abbiamo ricevuto e il ruolo che ricopriamo al servizio di chi ha avuto meno possibilità di noi.