Abbiamo affrontato due questioni centrali nel dibattito pubblico. La prima è la crisi della democrazia, che ha molte caratteristiche ma una delle più evidenti è la difficoltà di riconoscere l’altro come un interlocutore politico. Sempre più spesso il confronto diventa un dialogo tra persone che non si ascoltano, perché l’avversario viene considerato qualcuno da contrastare prima ancora che una persona con cui confrontarsi.
Il secondo elemento è la crisi del bipolarismo, almeno così come lo abbiamo conosciuto. Democrazia Civile prova a indicare una strada diversa, costruendo un percorso che parta dal civismo e dalla capacità dei territori di produrre partecipazione, competenze e soluzioni.
Per farlo, però, abbiamo bisogno di una struttura organizzativa efficace, capace di dare forza al civismo e di metterlo nelle condizioni di essere presente e incidere sui territori. Abbiamo chiamato questo organismo Atlante Civile.
L’Atlante Civile vuole essere una vera e propria bussola per cittadini e reti civiche: uno strumento attraverso il quale raccogliere e rendere leggibili ciò che accade nei territori, i problemi che emergono, le iniziative avviate, le competenze disponibili e soprattutto le soluzioni e le buone pratiche che possono essere condivise.
L’obiettivo è trasformare le singole esperienze locali in un patrimonio comune. Un problema affrontato in una città può essere già stato risolto altrove; una buona pratica sperimentata da un’amministrazione o da una rete civica può diventare utile per un altro territorio. Dobbiamo creare le condizioni perché queste esperienze possano incontrarsi e circolare.
L’Atlante Civile dovrà quindi consentirci di capire dove è presente e cresce una rete civica attiva, quali temi emergono maggiormente, quali iniziative riescono a coinvolgere le persone e quali competenze possono essere messe a disposizione della rete.
Accanto alla dimensione partecipativa ci sarà anche un lavoro di analisi. Utilizzeremo dati, indicatori territoriali e strumenti statistici per confrontare esperienze e risultati. Anche l’intelligenza artificiale potrà offrirci un supporto importante, permettendoci di elaborare una grande quantità di informazioni e relazioni in maniera più agevole e analitica.
Tra gli strumenti che vogliamo sviluppare c’è anche una mappatura dei programmi presentati durante le campagne elettorali, degli impegni assunti e dei risultati successivamente prodotti dalle amministrazioni. L’obiettivo è creare uno strumento di monitoraggio che permetta di verificare concretamente la distanza tra ciò che viene promesso e ciò che viene realizzato.
Ma l’Atlante Civile non vuole essere soltanto un’infrastruttura digitale. Al centro rimangono i rapporti umani e la capacità di mettere in relazione persone, territori e competenze.
Vogliamo partire dai problemi dei territori per arrivare alle soluzioni, trasformando le esperienze di ciascuno in un patrimonio comune. L’idea è costruire questo organismo, metterlo a disposizione della rete e cominciare a farlo vivere attraverso il contributo di tutti i soggetti che entreranno a far parte di Democrazia Civile.
Perché i territori non producono soltanto problemi: producono anche soluzioni. Il nostro compito è riuscire a riconoscerle, condividerle e metterle a disposizione di una rete più ampia.